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    (Giulio “Moses Malone”, 42 anni, 1.93, 94 kg.: in Paleo-Warrior da 8 anni)

La cosiddetta “Colazione dei campioni” non ha nessuna base biologica e antropologica, ma solo culturale. Non solo, ma per la maggior parte dei suoi milioni di anni di storia, l’ uomo non ha nemmeno mai mangiato 3 o più volte al giorno e nel mondo molte popolazioni assumono cibo solo una volta al giorno (e non per mancanza di disponibilità), mai al mattino…

Tutte le volte che scrivo un articolo sulla Paleo Diet, oppure tengo una lezione su di essa, una delle prime domande è: “Cosa mangiare a colazione?”

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Questo è normale, deriva dal fatto che a livello culturale il pasto del mattino è considerato quello più importante della giornata e le mamme in genere ti impongono in tutti i modi la classica tazza di latte con i biscotti fatti a mano da Banderas, oppure i fiocchi di avena o cornetti preconfezionati.

Io sono cresciuto a latte Nesquik e Oro-Saiwa, con saltuari voli verso i biscotti Colussi e i romani Gentilini, ma come me il 95% dei bambini-ragazzi italiani degli anni 70-80, ma ai giorni d’oggi gli adolescenti e gli adulti mangiano pressoché allo stesso modo.

In realtà la paleo diet non è una classica dieta colazione-pranzo-cena-spuntini, né può esserlo perché nel paleolitico non c’era certo questa suddivisione e quindi anche la colazione paleo non è altro che una forzatura “moderna” per far accettare questo tipo di alimentazione.

Infatti se andiamo ad approfondire la frequenza e gli orari dei pasti delle attuali popolazione di cacciatori-raccoglitori ancora esistenti nel mondo, scopriamo che nel 100% dei casi il pasto più importante della giornata è invece la cena e in molte tribù la “colazione” proprio non c’è!

Con una buona approssimazione si può desumere che anche i nostri progenitori del paleolitico avessero queste abitudini e che quindi quei “bioritmi” legati al numero, la frequenza e gli orari medi dei pasti, siano ancora marchiati a fuoco nel nostro patrimonio genetico, che se ripristinati possono aumentare ancora il potenziale, già straordinario di per per se, della paleo diet.

L’antropologo Richard Wrangham (docente di antropologia biologica all’ Università di Harvard, a Boston -Massachusetts- USA), ha raccolto in tutto il mondo le testimonianze dei suoi colleghi riguardo le società dei cacciatori-raccogliatori sulla  frequenza e il posizionamento dei pasti nell’ arco della giornata; i risultati sono incredibilmente omogenei a qualsiasi latitudine:

Inuit (Eschimesi) – (Alaska – Canada): “L’ unico pasto cotto era quello della sera” (Burch 1998, p.44)

Tiwi (Australia): “Di solito almeno due o tre delle mie mogli a fine giornata tornano con qualcosa, e allora tutti possiamo mangiare” (Hart e Pilling 1960, p. 35)

Aranda (Australia):“Il pasto principale si svolge generalmente verso sera, al ritorno della caccia e della raccolta del mana (cibo).Le donne si occupano di recuperare il combustibile”

 

Siriono (Bolivia):“Il pasto principale ha sempre luogo nel tardo pomeriggio o la sera presto”, quando ogni nucleo familiare si cucina il proprio cibo (Holmeberg 1969, p.87)

Andamani (Isole Andamane – Oceano Indiano): “Nel pomeriggiole donne fanno ritorno con quanto sono riuscite a trovare, poi arrivano anche gli uomini con le loro provviste. Il campo, a meno che la caccia sia stata infruttuosa, si anima per la preparazione del pasto serale, che è il più importante della giornata (…) La carne viene distribuita tra i membri della comunità e la donna di ogni famiglia a quel punto si agginge a cucinare la cena” (Radcliffe-Brown 1922, p. 38)

Tlingit (Alaska-Canada): “Un tempo mangiavano solo due volte al giorno: al mattino subito dopo il risveglio (…) e la sera”.”Quest’ ultimo pasto era il pasto più sostanzioso (…) il cacciatore o il nomade non avrebbe mangiato se non quando fosse giunto sano e salvo al campo, o dopo aver portato a termine il lavoro della giornata” (Emmons 1991, p.140.

In pratica Wrangham non è riuscito a trovare nessuna eccezione nella tradizione culturale arcaica che prevede la cena come il pasto più importante della giornata.

Quello che è stupefacente è invece c’è un’unica eccezione e cioè…noi occidentali moderni, che siamo i loro diretti discendenti, imbevuti fin da piccoli nell’allucinante contro-cultura della “colazione dei campioni” con fiocchi di avena e latte, dei biscotti creati con un mulino bianco, delle fette biscottate con un velo di  marmellata, dei cornetti “integrali” che fanno meno “male” e che il 25% dell’apporto calorico deve provenire dalla colazione.

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Nulla di tutto questo si è mai visto, nemmeno lontanamente nei nostri antenati, ma, come abbiamo visto, anche nelle attuali popolazioni cacciatori-raccoglitori di ogni parte del mondo.

(Giulio “Moses Malone”, 42 anni, 1.93, 94 kg.: in Paleo-Warrior da 8 anni)

Eppure ci hanno convinto che è cosi, che dobbiamo fare almeno tre pasti al giorno, perché “i medici” e i “nutrizionisti” dicono cosi, ma in realtà non c’è assolutamente nessun retroterra antropologico, culturale, tradizionale, genetico, insomma nulla di nulla che giustifichi la teoria dei  3 pasti, (con la colazione più importante di tutti), ma che invece dobbiamo sorbirci ogni giorno tra pubblicità, trasmissioni televisive, radiofoniche e quant’ altro.

Nella seconda parte dell’articolo vedremo quindi cosa fare per mangiare in linea con i nostri progenitori e ottenere molti più risultati su salute, dimagrimento e quanto altro.

 

Fine della prima parte.

SECONDA PARTE QUI

TERZA PARTE QUI

QUARTA PARTE QUI

QUINTA E ULTIMA PARTE QUI

Claudio Tozzi

Le informazioni contenute in questo articolo hanno fini puramente divulgativi e non intendono in alcun modo sostituire il parere dei professionisti del settore sanitario. Consultate il vostro medico prima di iniziare qualsiasi programma di esercizio o integrazione nutrizionale.
Tutti i diritti sono riservati.

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