Come è possibile che gli allenamenti classici (“4X10″, weider/Arnold, russo, bulgaro, ecc.) sono ancora di gran lunga i più conosciuti e diffusi al mondo?
Nonostante tutte le prove sia teoriche che pratiche siano ormai incontestabilmente contro questi perversi training, il 95% delle palestre lo pratica ancora e molte di queste hanno anche atleti decisamente molto grossi (MA ANCHE MOLTO BOMBATI E/O MOLTO GRASSI COME ALCUNI POWERLIFTER…).
Vediamo il perché e smontiamo una per una le pseudomotivazioni di tecnici ormai arrivati al capolinea. C’è un “grande fratello” che non ci regala milioni, ma che ci spia  e instrada  verso un’unica direzione i nostri  allenamenti?  
                                                                                                                                                                                                                                                       
Nonostante sia fermamente convinto che il B.I.I. (Breve-Intenso-Infrequente, in tutte le sue forme e non solo nel mio BIIOSystem®), sia l’unico sistema di allenamento capace di stimolare nel modo più efficiente l’aumento della  massa muscolare, è innegabile che a livello statistico sia  probabilmente anche quello meno diffuso nelle palestre.
Sono oramai 12 anni che è uscito il libro e in questo tempo avrò ricevuto migliaia di email dei lettori in cui scrivono che nella loro zona non esiste un’istruttore, un personal trainer e/o una palestra che attua almeno i B.I.I.. Il bello che, pur essendo residenti in tutte le zone di Italia o quasi, ognuno di loro è convinto che è solo la loro città/regione ad non avere questa tipo di approccio all’allenamento.

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Viaggiando abbastanza spesso per corsi e seminari, in realtà mi trovo a visitare diverse parti della nostra penisola e vi posso assicurare che tra il nord e il sud, per una volta, non vi è alcuna differenza. Certo però che è umiliante: l’Italia unita per la prima volta dal “4 x 10”!!  Decisamente seccante.
Questa situazione non è certo l’ideale per far credere gli atleti in un sistema che, effettivamente, non fa quasi nessuno al mondo. Sono sicuro che anche mettendo insieme i “coraggiosi” esecutori di Heavy Duty I e II/McRobert/Power Factor Training/BIIOSystem®, sono sicuro che non si raggiungerebbe il 5%-7% del totale dei frequentanti le palestre del globo terracqueo. Tale squilibrio numerico non fa che tirare acqua verso il mulino di chi si accanisce a schierarsi con l’allenamento classico. Le tesi difensive del “4 x 10” in questo modo hanno vita facile :
a) I più grandi bodybuilder di tutti i tempi sono cresciuti con l’allenamento classico;
b) Le palestre “4 x 10” sono piene di atleti con una elevata massa muscolare, e  alcuni di loro non hanno mai preso niente;
c)  Se tutto il mondo fa questo tipo di allenamento e ci sono molti atleti di alto livello, un motivo ci sarà. Non si vede il motivo di cambiare una cosa che già funziona da tanti anni.
Affermazioni apparentemente incontestabili, ma sembra pressappoco la stessa situazione creata da qualcuno, tanto tempo fa, che disse che forse la terra non era proprio così piatta…
In effetti entrando in molte palestre è facile vedere gente che si allena dalle 15:00 alle 21:00 tutti i giorni senza che questo intacchi il suo 45 di braccio o il 70 di coscia.
Tuttavia quest’arcano è spiegabile con semplice calcolo statistico. Partiamo dal fatto  che il range di persone che possiedono una genetica superiore nel body building  è di circa il 15% della popolazione di cui il 1% scarso è un campione, mentre il restante 14% và dalla buona alla ottima risposta muscolare.
Questo target di soggetti sono quindi capaci, più o meno, di ottenere comunque buoni risultati, anche eseguendo nel modo più becero, i classici allenamenti. Poniamo adesso che in una palestra  entrino annualmente 100 principianti, e che tutti questi siano avviati al “4 x 10”. Dopo i canonici primi mesi, dove anche svolgendo la peggior scheda della galassia si ottengono lo stesso buone misure,  arriva lo spettro che quasi tutti hanno: lo stallo dei risultati.
Ma non per tutti perché circa il 15% di questo gruppo, cioè 15 persone possono ancora progredire, e di molto, nei risultati. In realtà a quest’ultima lista di talenti,  molti non interessa ingrossare più di tanto, altri smettono, altri cambiano palestra, alcuni hanno problemi di lavoro e di famiglia  e non possono allenarsi/mangiare bene.
Dopo questa selezione i numero potrebbe essere e anche ottimisticamente, praticamente dimezzato, ridotto a circa 7-8  persone. Ma di queste, solo uno (forse) può diventare veramente grosso, mentre circa 6-7 possono avere comunque buoni risultati. Con il passar del tempo in questa palestra avverrà la solita inarrestabile selezione e cioè che rimangono quei pochi che hanno ottenuto risultati, mentre la stragrande maggioranza abbandona delusa il campo.

 In questo modo, chi entra in palestra dopo 5 anni, vedrà nientaltro che il risultato di questo perverso meccanismo e cioè osserverà la presenza di un certo numero di atleti di buon livello (forse 20, forse 30, al massimo 40), facendo pensare che il metodo funzioni,  ma in realtà non vedrà mai le oltre 460 persone a cui ha fallito più o meno miseramente.

Persone che vengono “nascoste” perché continuamente rimpiazzate dal fisiologico ricambio della clientela, ma che sono perse ormai per sempre. Tutti quelli che negli anni hanno ottusamente accusato il B.I.I. di essere anticommerciale (“perché fa venire la gente poche volte”), dovrebbero levarsi il prosciutto di Parma dagli occhi e capire che un sistema che funziona è invece il massimo a livello di iscrizioni e ri-iscrizione. Semplice, quando la gente ottiene risultati, continua a venire in palestra e soprattutto in quella palestra in cui l’hanno aiutata ad ottenere performance di alto livello.

Non solo, quando si segue un ben preciso piano annuale di allenamento, come quasi tutti i B.I.I., si tende a venire tutto l’anno e non solo a novembre e ad aprile come al solito. Infatti in tutti centri dove io e il mio team di tecnici operiamo, blocchiamo sempre l’esodo dei delusi, che quindi rimangono e si vanno ad aggiungere alle normali nuove iscrizioni, fermando così il perverso ciclo.

Insomma gran parte delle 460 persone restano! In questo modo il metodo “anticommerciale” ha riempito in pochi mesi tutti i centri dove è stato applicato. Su questi presupposti ho anche creato i BIIOSystem®-POINT, cioè palestre affiliate alla federazione dove si trovano i miei tecnici, le attrezzature adatte come power-rack, trap-bar e microcarichi; ne stiamo molte affiliando in tutta Italia.

L’organizzazione annuale dell’allenamento classico?

Di solito rimane sulla carta degli articoli scritti da persone che per darsi un tono di alto tecnicismo, fanno finta di periodizzare e poi se vai da loro ti fanno solita scheda. Quale? Normalmente si inizia con panca orizzontale 4 x 10…  Sapeste quanti articolisti-preparatori ho conosciuto che scrivono articoli su periodizzazioni fantascientifiche, ma poi gli chiedi la scheda ti danno sempre la stessa pappa che ti darebbe l’ultimo degli istruttori di periferia. Senza contare le varie “ricettine” allegate.
Se ci fate mente locale i “grossi” della vostra palestra sono più o meno sempre gli stessi da anni, proprio perché statisticamente è molto difficile che si aggiungano altri elementi.

 

Non solo, i bodybuilder di buon livello tendono ad aggregarsi nella stessa palestra, quindi i talenti genetici dopo un po’ si iscrivono ad unico centro hard-core della zona  e così sembra che lì l’allenamento funzioni davvero bene, basti pensare alla Gold’s Gym di Venice dove si riuniscono i migliori atleti di tutto il mondo.

Ci sono stato nel passato e vi posso assicurare che il più piccolo atleta che frequentava il famoso centro americano (adesso molto meno), avrebbe vinto il campionato italiano semplicemente passeggiando davanti il luogo della gara. Perfino le donne erano tutte, dico tutte, enormi. Eppure il 90% si allenava da arresti domiciliari.

 

Per il power-lifting, il discorso è lo stesso, perché anche loro fanno quasi tutti la forma di “4 X 10”e cioè le terrificanti schede di derivazioni sovietica, dalla durata infinita e frequenza giornaliera “perché si deve affinare la tecnica”. Anni fa andai a Columbus (Ohio) per l’ Arnold Classic e mi fermai a guardare un gara di stacco da terra; le loro schiene, con carichi di 300-400 kg,  si piegavano in modo che mettevano paura, altro che schiena piatta e stacco sumo…

 

Qualcuno mi chiese come facevano a non farsi malissimo; io risposti che in realtà si infortunano quasi tutti, ma non li vediamo perché stanno a casa loro e quelli in gara sono appunto i pochi fortunati che hanno geneticamente una schiena di ferro.

 

Però in una gara vedi solo loro e pensi il loro allenamento sia perfetto, ma non lo è per niente, perché se il loro volume di lavoro fosse del 75% in meno, le loro alzate sarebbe molto maggiori e con rischio di infortuni ridotto al minimo. Ma ormai tutti fanno cosi, i blog e le riviste consigliano di allenarsi  anche due volte al giorno, tutti i giorni, “perché i grandi campioni si allenano cosi” e “perché bisogna dare spazio a tutte le opinioni”; ma diavolo, mica siamo al parlamento, qui si parla di training efficace, di salute, di infortuni, addirittura di vite rovinate, ma cosa stiamo dicendo!?

A questo si aggiunge il fatto che quei pochi disgraziati che fanno qualsiasi tipo di breve-intenso ed infrequente, mediamente sono proprio hard-gainer, cioè degli atleti che pur non possedendo un gran potenziale muscolare, vogliono lo stesso ottenere risultati.
Quante email, quante telefonate, quante comunicazioni personali ho ricevuto di tante persone che mi testimoniavano che la scoperta dei B.I.I. gli aveva impedito di abbandonare il bodybuilding per sempre, ormai scoraggiati dai scarsi risultati del training classico. Tutte persone che però girano nelle palestre (e non dovevano in teoria nemmeno starci più) e quindi, molto spesso, vengono guardati con  compassione, come per dire “stanno facendo un nuovo metodo? Si vede….”. Un altro fondamentale punto è il fatto che la messa in opera dei vari B.I.I. è indubbiamente più articolata del “4 x 10”, più complicati da capire per la completamente differente impostazione soprattutto riguardo l’intensità da applicare.
Senza contare le difficoltà nel reperimento delle giuste attrezzature, nei calcoli (Serie Target, coefficiente di supercompensazione, le formule del Power Factor Training, ecc.) e nel paziente monitoraggio dei dati (praticamente tutti i B.I.I.). Tutte questo fa sì che la percentuale di errore nella giusta e corretta applicazione dei B.I.I. è molto più elevata rispetto al metodo classico, falsando molti risultati e diminuendo la percentuale dei successi.
Difficile d’altro canto non sbagliare l’allenamento classico, basta, per esempio, mettere un peso che ne permetterebbe 10 e farne 6…Vi giuro che riesce a tutti.
Ad “aggravare” la situazione ci si mette anche il fatto che in linea di massima quasi tutti gli autori che divulgano i vari B.I.I., affiancano alla loro proposta tecnica una filosofia natural, scoraggiando l’uso dei farmaci dopanti ai loro lettori. Stuart McRobert non li nomina neppure ed è contrario anche agli integratori; Sisco, anche se con altro stile, è contrario anche lui al doping ed è autore anche di (discutibili) articoli contro l’uso degli integratori; Mike Mentzer, prima di morire proprio per le conseguenze dei farmaci, ha scritto per anni su “All Natural Muscolar Development”, in quel periodo riconvertita al natural (adesso è il contrario…); Claudio Tozzi…. lo sapete!
In questo modo l’80-90% dei praticanti i vari B.I.I. abbracciano così anche la filosofia “no-steroid” e quindi i margini di miglioramento della prestazione muscolare sono comunque limitati rispetto a coloro che attuano l’allenamento classico.
Infatti, per la legge dei grandi numeri, quest’ultimi hanno una penetrazione “farmacologica” incontestabilmente superiore, anche perché non hanno comunque una ben precisa linea morale da seguire.

 

In questo modo, non essendo molte volte rappresentativi, specialmente nei primi tempi di approccio al metodo, questi atleti molte volte non riescono a trasmettere segnali positivi, con il risultato finale che lo scettiscismo generale soffoca ogni cosa.

A condire il tutto ci si mettono, rispettivamente:

1)    Gli istruttori/personal trainer della palestra che ti guardano con misericordia e ti fanno venire mille dubbi: “te la faccio io una scheda seria…”;
2)    Le tabelle sono osservate come se fosse lo schema elettrico dell’ IPAD;
3)    Negli spogliatoi, i soliti bene informati cercano in tutti modi di riportarti sulla “retta via”, consigliandoti di ritornare al vecchio allenamento che qui fanno tutti e sono grossi..
4)    Il mega-tecnico di turno, che scrive sulle varie riviste che il breve-intenso-infrequente non è provato che funzioni (i studi ci sono ma se non li legge non è colpa di nessuno). Forse perché non vuole ammettere che per anni ha dato una cosa totalmente sbagliata e senza senso?
5)    Le solite terrificanti schede dei soliti campioni sulle solite riviste.
6)    E non ho ancora nominato il doping…
A questi ottusi nemmeno le foto sembrano servire; ho pubblicato su BIIOSystem Lifestyle R-Evolution  e  su questo blog  centinaia di foto di atleti che si allenano con il BIIOSystem®.
I commenti sono generalmente questi:
1)    Sono grossi? Tozzi li fa dopare tutti
2)    Sono piccoli? Ovvio, fanno il BIIO!
3)    Si, con il BII/BIIO si hanno più risultati, ma a piace allenarmi tutti i giorni per 3 ore e, se possibile, farmi anche male; a questi consiglio uno bravo, tipo docente universario di psichiatria.
Insomma, non se esce. Nell’ambito di questo roseo quadretto, francamente non deve stupire se i vari B.I.I. non sono molti diffusi e stentano molto a farlo.
Un altro punto in cui vorrei soffermarmi è appunto il clima da “grande fratello” che potrebbe impedire la diffusione del breve- intenso-infrequente nel micro-cosmo del bodybuilding. Tutto parte dal fatto che tali metodologie utilizzano in modo quasi esclusivo bilancieri e manubri, il che potrebbe far pensare che la eventuale diffusione di queste “nuove” metodologie potrebbe essere controproducente economicamente per i fabbricanti di attrezzi per palestra. Apparentemente potrebbe sembrare così, ma è una paura infondata, in quanto la clientela delle palestre è estremamente variegata e non contempla certo solo i fans dei B.I.I., anzi.
Nel passato, nei centri in cui ho lavorato io stesso ho preteso che ci fossero anche le varie macchine, in quanto la signora della mattina, l’anziano diabetico e il solito ragioniere, devono avere a disposizione delle attrezzature più consone alle loro particolari esigenze. Adesso ho scelto la palestra quasi senza macchine, ma è un discorso mio.
Senza contare che sono la maggioranza dei frequentanti e certo non l’attuale  minoranza che rappresenta proprio gli esecutori dei B.I.I.. Certo che è inquietante il fatto che nelle ultime fiere del Fitness di Rimini  sembra che i bilancieri e i manubri non servano più a niente, visto che praticamente quasi nessun produttore di attrezzi porta ormai in esposizione tali fondamentali strumenti.
Cyclette che si collegano ad facebook, attrezzi “per le donne” e altre vaccate assurde, facendo pensare ad una oscura presenza, ad una specie di  “grande fratello-grande vecchio” del bodybuilding, che ci spia e che decide per noi a nostra insaputa. Secondo tale scenario il sistema di allenamento classico potrebbe star bene a tutti :
1)   Alle ditte di macchine per  palestra: il “4 x 10” prevede  molte serie, tali e tante che per diversificare bisogna utilizzare svariati attrezzi, che  devono essere acquistati.
In questo caso per i produttori di attrezzi è meglio vendere l’ormai innumerevole set di macchinari, che non soli bilancieri e manubri. Ma dopo qualche anno le macchine invecchiano, si usurano, devono essere revisionate o addirittura cambiate ex-novo e quindi si devono spendere altri soldi.
Tutto questo con bilancieri e manubri praticamente non succede.
Francamente non è molto strano, in quanto sono decenni che il consumismo ci propone prodotti che devono durare solo un certo numero di anni (come lavatrici e televisori, per non parlare dei computer, obsoleti dopo 2 mesi), in modo da essere ricomprati.
2) Alle ditte di elettrostimolatori/pedane vibranti: l’esercito dei delusi dell’allenamento classico fornisce diverso materiale umano ai venditori di questi apparecchi, anche se indubbiamente tali apparecchi hanno ormai dimostrato di aver una discreta valenza.
3)    Agli istruttori/personal trainer: l’allenamento classico è universale, lo danno in tutto il mondo. In  questo modo ci si scarica di ogni responsabilità sui risultati e quindi anche di critiche. L’impegno lavorativo è minore, dopotutto che ci vuole a dare sempre le stesse schede per sei mesi e cambiare al massimo gli esercizi? Vivi e lascia vivere è il loro motto.
4)    Ai  proprietari di palestra: in generale non certo degli impavidi, preferiscono stupire con effetti speciali (attrezzi da fantascienza) e assumere tecnici classico-cabarettisti invece di strani individui che fanno venire i loro clienti solo due volte a settimana, ma che ottengono più risultati.
5)    Agli spacciatori di steroidi: vi è mai venuto in mente che a tali stimabili individui fa enormemente comodo che i loro allievi/clienti abbiano uno stallo dei risultati? Infatti un metodo funzionante, che fornisce risultati progressivi e costanti come il B.I.I., diminuisce il numero dei soggetti frustrati dai scarsi risultati che ricorre al doping per disperazione.
La leggendaria frase “senza roba arrivi fino ad un certo punto, poi…” oppure “sei arrivato al limite genetico” (ho visto con gente con 60 di panca a cui è stato detto questo…) potrebbero essere nominati molto di meno e la clientela diminuirebbe.
E’ comodissimo per loro avere a disposizione e per di più accettato da tutto, un sistema catastrofico che dopo pochi mesi li porta diretti nelle loro amorevoli braccia.
6)    Preparatori/spacciatori e viceversa:sanno benissimo che il 90-95% dei loro malcapitati non crescerà mai solo con la scheda “classica” (anche perchè non ne conoscono altre…) e quindi mediamente forniscono sempre la solita listina di farmaci ed di almeno una quindicina di integratori diversi (tutti insieme qualcosa faranno).
Senza il quasi sicuro fallimento della tabella diminuirebbe il commercio secondario di steroidi/integratori e si guadagna ovviamente molto di più che dare solo l’allenamento.
7)    Le case farmaceutiche: conseguenza dei punti 5 e 6. Solo le ditte di integratori spingono giustamente sulla filosofia natural e alcune anche sui B.I.I., in quanto una diminuzione del consumo dei farmaci dopanti, crea certamente un aumento del mercato della supplementazione.

 

 

Una tendenza che ovviamente sostengo, anche  perché le ultime generazioni di prodotti è molto efficace.
Insomma, nel corso degli anni, in tutto il mondo delle palestre si è creato una serie di equilibri che sbagliati o no sono radicati ormai da decenni.
E’ quindi molto difficile, in poco tempo rompere quest’incantesimo ma è nostro preciso dovere cominciare a farlo, nel nostro piccolo, questo perché il breve – intenso e infrequente, dopo tanti anni bui, rispetto all’allenamento classico possiede una fondamentale e decisiva differenza: funziona. 

Claudio Tozzi

Le informazioni contenute in questo articolo hanno fini puramente divulgativi e non intendono in alcun modo sostituire il parere dei professionisti del settore sanitario. Consultate il vostro medico prima di iniziare qualsiasi programma di esercizio o integrazione nutrizionale.
Tutti i diritti sono riservati.

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