E’ la disciplina più odiata al mondo, dalla gente normale e ancora di più dagli ambienti del body building  senza natural davanti (ma per loro sarebbe quello vero…), ma in realtà può essere un viatico incredibile per un cambiamento radicale, a tutti i livelli, della vostra forma e lifestyle!  Se poi lo praticate in forma BIIOSystemizzata è ancora meglio…. (2a PARTE)

Migliora le nostre difese immunitarie

Numerosi studi dimostrano che l’allenamento con i pesi migliora il sistema immunitario. Un rassegna di tutta la letteratura scientifica sull’argomento ha dimostrato che un intenso training di body building della durata inferiore ad un ora, può ridurre il rischio di prendere il raffreddore, potenziando le nostre difese naturali.

Attenzione però; il numero di sedute troppo elevate e troppo lunghe, magari associate ad altrettanto frequenti allenamenti aerobici, possono indurre l’effetto contrario. Ma come vedremo in seguito, anche per questo motivo, il consiglio sarà sempre quello di non superare le tre sedute di pesi settimanali.

dren_7

Rafforza il tessuto connettivo

Il tessuto connettivo ha la funzione di tenere uniti la pelle, gli organi, le ossa e di inserire i  muscoli allo scheletro. L’ allenamento con i pesi aumenta l’attività cellulare del tessuto connettivo, aumentandone la forza, visto che la pressione meccanica delle articolazioni stimola il metabolismo delle cartilagini articolari. Se invece le articolazioni non vengono adeguatamente stimolate in palestra, hanno un minor ricambio di macromolecole nel connettivo e possono essere più sensibili all’osteoartrite e ai traumi.

La miglior arma al mondo contro l’osteoporosi

E’ una malattia, un processo di demineralizzazione che porta via calcio alle ossa, rendendole con gli anni molto fragili e più facili alla frattura. Le donne sono più predisposte a questo problema; per esempio  negli Stati Uniti  soffrono di osteoporosi 25 milioni di persone, di cui il 90% è di sesso femminile. 

Sempre in America, le fratture da attribuire all’osteoporosi sono calcolabili in ragione di almeno un milione e mezzo l’anno, di cui 500.000/600.000 vertebrali e 250.000 al collo del femore. La maggiore incidenza della malattia nelle donne con il progredire dell’età, è rapportata alla diminuizione dell’ estrogeno che sia ha nella menopausa, anche se non si sa esattamente come quest’ ormone eserciti un azione protettiva nei confronti dell’osteoporosi. Una delle ipotesi più accreditate è che gli estrogeni favoriscono l’assunzione del calcio da parte delle ossa e ne ibiscano la sua distruzione, con conseguente perdita di calcio.

Il maschio è più protetto, sia perché ha una certa produzione di estrogeni, sia perché ha un livello di testosterone che dura quasi tutta la vita, che in parte viene convertito in estrogeni.

 

Questo fa si che dai 50 anni poi gli uomini perdano lo 0,4% del calcio corporeo all’anno, mentre nelle donne già dai 35 anni la perdita è già il doppio del valore maschile. In più, come detto, per le donne i problemi nascono soprattutto dopo la menopausa, perché le ovaie smettono di produrre testosterone, non compensata dalla piccola quantità che viene comunque prodotta dai muscoli, dal grasso e dal tessuto connettivo.

Gli estrogeni calano di colpo, con minor assorbimento di calcio a livello intestinale, una minor produzione di calcitonina che inibisce la demineralizzazione, con il risultato totale che la menopausa accelera in modo importante  l’osteoporosi.
I risultati di tutto questo sono abbastanza disastrosi, in quanto dall’avvento della menopausa la perdita di calcio accellera al ritmo del 3-6% all’anno nei primi cinque anni, per poi scendere all’ 1% all’anno. A questo ritmo, una donna perde circa il 15% della massa ossea nei primi  dieci anni dall’inizio della menopausa; a 70 anni il calo può arrivare intorno al 30%.

L’ osteoporosi compare soprattutto in soggetti:

1 -    di razza bianca
2 -    di sesso femminile
3 -    sovrappeso/obesità
4 -    che hanno una vita sedentaria
5 -    con menopausa precoce
6 -    che abusano di alcool
7 -    che fumano
8 -    che attuano una dieta sbagliata
9 -   che hanno familiarità con l’osteoporosi

In definitiva per prevenire l’osteoporosi il primo consiglio è quello di consumare cibi/integratori contenenti calcio solo fino ai 25 anni di età, perché dopo la mineralizzazione ossea tende a diminuire; successivamente basta mangiare frutta e verdura per coprire tutto il fabbisogno. Poi fare attività fisica sembra un ottimo sistema per impedire la calcificazione e in particolar modo proprio il lavoro con i pesi.

La figura 2.6 illustra la densità ossea in tre siti corporei di tre diversi sportivi; è facile notare come i sollevatori di peso abbiano il record in tutti e tre le ossa testate. Piccola annotazione; il tanto decantato nuoto, consigliato per qualsiasi cosa da molti medici, è il peggiore in assoluto tra i tre nei riguardi della densità ossea. Buona invece la corsa.

 

linea_netintegratori

 

 

L’arma più sottovalutata contro l’invecchiamento

In tutti i libri di fisiologia si scrive che già dopo i trent’ anni si assiste ad un lento ma inesorabile declino della forza e dei muscoli, correlata con la ridotta mobilità, capacità fisica e insorgenza di complicazioni riconducibili allo stato generale di debolezza tipica dell’anziano. In particolare la riduzione della forza/massa magra  che si verifica con l’età deriva sia dall’ atrofia delle fibre muscolari, sia dalla graduale riduzione dell’attività fisica. Noi abbiamo essenzialmente due tipi di fibre muscolari; le bianche, più forti e grosse e le rosse, più resistenti e piccole. Specialmente dopo i 60 anni, la riduzione dei muscoli riguarda soprattutto le bianche e nella arti inferiori.

“Inesorabile declino”?, “Atrofia”? E’ davverò così, dobbiamo rassegnarci alla vecchiaia? Assolutamente no, perché il body building, anzi il natural body building, è veramente l’unica attività antinvecchiamento che esista, perché favorisce l’anabolismo proteico, cioè il processo che consente all’organismo di crescere e mantenersi, ed il solo in grado di rallentare proprio l’ “inevitabile” perdita di muscoli e forza.

Non ci credete? Vi hanno sempre detto che i pesi non servono a niente, sono noiosi e comunque fanno male?  Bene, uno studio su uomini di 60-72 anni ha dimostrato che allenandosi con i pesiaper 12 settimane si può aumentare la forza massima dei muscoli posteriori della coscia (femorali) del 107%, mentre quelli anteriori (quadricipiti) di ben il 227%, con un aumento medio del 5% per ogni seduta di allenamento, identico a quello dei soggetti più giovani.

Altro aspetto interessante è il recupero dell’ ipertrofia di tutti e due i tipi di fibre , sia le rosse, ma sopratutto delle più “muscolose” bianche, che permettono un ritorno a una massa magra più salutare. Infatti in altro studio su soggetti di 70 anni che avevano mantenuto un regolare allenamento fino ai 50 anni, è stato riscontato che la sezione muscolare era equivalente a quella di un gruppo di controllo di 28 anni! Cito testualmente dal New England Journal of Medicine, una delle riviste di medicina più prestigiose al mondo: “Questi risultati sicuramente indicano una grande capacità di risposta allo stimolo allenante anche nelle persione anziane, il che coinvolge processi di sintesi e di plasticità neuromotoria rilevabili anche in soggetti di 80 anni”.

Tutti gli studi dimostrano inoltre che  il miglioramento di forza e contrattilità muscolare rappresenta il miglior metodo per prevenire complicazioni di carattere ortopedico nei soggetti anziani. Ragazzo/a non più giovanissimo/a, la TV vi ha consigliato solo la “passeggiatina nel bosco” ma non i pesi perché troppo “intensi”? Prova ad abbinare le due cose e scoprirai cosa vuol dire veramente essere in forma, sano e bello, quasi come ai vecchi tempi.

    NON RIESCI A DIMAGRIRE? ECCO PERCHE’

piccola

 

Più forti, Più veloci, Più Potenti

Vi anticipo; giocate a calcetto e non volete imballare le gambe con i pesi, vero?
Tutto il contrario, perché specialmente lavorando sulla forza, con rarefazione delle sedute e il giusto recupero, lo scatto e la brillantezza del gesto atletico saranno al top. Tutti i velocisti (100-200 metri) lavorano ormai con pesi per le gambe (ma anche nella parte superiore) elevatissimi, tipo 180-220 Kg di squat e non mi risulta che siano lenti, anzi.

Provate poi a guardare le immagini degli atleti degli anni 50-70; raffrontati a quelli di adesso, che praticano ormai tutti diffusamente la preatletica con i pesi, erano molto più magri e alcuni addirittura scheletrici. Eppure, per esempio, tutto dicono che il calcio odierno è molto più veloce. Se i bilancieri legano sul serio dovrebbero esser invece tutti più lenti, invece…Allargate le vostre menti, non andate avanti con i pregiudizi, fate i pesi e starete un passo avanti a tutti.

Più Flessibilità, Più Coordinazione

La capacità di un muscolo di rilassarsi (e quindi di allungarsi) è direttamente proporzionale alla sua forza: questo significa che, in una determinata posizione di stretching esiste un carico applicato alle fibre. Quanto più un muscolo è forte tanto di conseguenza riesce a rilassarsi dato che il muscolo in questione attiva/contrae meno fibre muscolari/sarcomeri (l’unità più elementare della fibra): meno sarcomeri si accorciano meno si accorcia il muscolo allungato.

D’altra parte, un soggetto non allenato, una volta che proverà a divaricare per esempio le gambe cercando di scendere in spaccata, i suoi muscoli diminuiranno progressivamente la loro forza di contrazione (fino a raggiungere lo 0) e le sue fibre muscolari saranno tutte cronicamente contratte non permettendogli un ottimale rilassamento in posizione di carico in allungamento. Ma il problema della mobilità articolare è più complesso e non riguarda solo i muscoli, ma anche il training dal punto di vista coordinativo e propriocettivo.

La coordinazione può essere definita come l’esatta esecuzione di una determinata movimento al fine di ottenere una sequenza fluida,  mentre la propriocezione è la sensazione del movimento del corpo, dei cambiamenti di posizione e delle relazioni tra le varie parti del corpo stesso attraverso i recettori all’interno delle giunture e dei muscoli. I pesi attivano maggiormente i gruppi muscolari che sono in prossimità delle articolazioni, che avranno quindi maggior tenuta e una maggiore sensazione di sicurezza da parte degli atleti, che si trasforma poi in maggiore disinvoltura nel gesto atletico.

Teorie imbrobabili da parte da un amante dei pesi? Due esempi allora:

1)    Yuri Chechi è famoso, oltre per le sue medaglie nella ginnastica, per essere anche molto muscoloso: alzi la mano chi lo vede legato e scoordinato…
2)    Diversi body builder agonisti hanno dalla masse muscolari enormi (e sospette…), ma durante la loro routine di pose eseguono tranquillamente la spaccata e anche la break-dance fluidamente, senza alcun problema di essere “bloccati” dallo loro strabordante massa magra.

Lasciate alle spalle cento anni di nozioni completamente errate sul body building e sui pesi in genere, lanciatevi verso una nuova era di efficienza, forza e benessere: andate in palestra e lavorate con manubri e bilancieri.
Riassumendo, tutto questo è stato inglobato nel mio sistema  BIIOSystem®, al fine di riunire in maniera organica e organizzata, tutte le peculiarità fino ad ora esposte.

BIIOSystem®

Diffuso dal bestseller La scienza del natural body building-BIIOSystem  nove ristampe in Italia e tradotto anche in spagnolo), è un sistema integrato comprendente un allenamento con i pesi caratterizzato da pochissime/corte sedute di allenamento, una nutrizione altamente innovativa legata al DNA e integrata da supplementi alimentari naturali, che permette un aumento/modellamento della muscolatura, dell’ autostima, della salute e del benessere.

Deve il suo successo, oltre alle sue particolari peculiarità scientifiche, al fatto che può essere utilizzato sia dalle persone normali che negli atleti di alta qualificazione di tutti gli sport (calcio serie A/B, nazionale di beach Volley, tennis, Golf, Atletica, Volley, ecc.). Derivato dai ritmi e dalla cultura alimentare  dell’ evoluzione umana è diventato negli anni un vero e proprio stile di vita; provatelo ed entrate anche voi nel LIFESTYLE R-EVOLUTION!

Benefici

  • Massimo risultato con il minimo tempo possibile: le sedute di allenamento molto brevi, al massimo un’ ora e nella maggior parte dei casi bastano due training settimanali
  • Aumento della forza e della massa muscolare in tempi molto più veloci di qualunque altra strategia di allenamento
  • Diminuzione del grasso corporeo dovuto all’ aumento del metabolismo
  • Aumento dell’ autostima
  • Allontana per sempre la noia dell’ allenamento; ogni training è fortemente motivante, perché ogni volta è possibile battere i propri limiti precedenti
  • Dopo aver provato il BIIOSystem®, vi chiederete per tutta la vita che cosa stavate facendo prima….

Claudio Tozzi

QUI LA PRIMA PARTE DELL’ ARTICOLO

 

Le informazioni contenute in questo articolo hanno fini puramente divulgativi e non intendono in alcun modo sostituire il parere dei professionisti del settore sanitario. Consultate il vostro medico prima di iniziare qualsiasi programma di esercizio o integrazione nutrizionale.Tutti i diritti sono riservati.

Share →

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>