Estratto dal libro:

“LA SCIENZA DEL NATURAL BODYBUILDING – BIIOSystem:
COME LIBERARSI DALLA SCHIAVITU’ DEL DOPING E DEL 4 X 10!”

DI Claudio Tozzi - Estratto dal primo capitolo

Perchè la mancata supercompensazione e lo stato di superallenamento possono provocare il  blocco dei risultati PER SEMPRE.

L’incredibile equivoco in cui molti tecnici di ogni sport ci hanno fatto cadere. L’abissale differenza di recupero tra i talenti genetici e i normali atleti, e come quest’ultimi siano esclusi da tutti gli studi…

Perché la maggioranza delle persone non crescerà mai se continuerà a seguire i dettami e le ricerche di un pugno di persone fuori dalla norma, allenate da persone che seguono solo  persone fuori dalla norma… Perchè allenarsi ogni giorno per ore è la più grande bugia di tutti tempi.

(…) Specialmente se non avete mai letto qualcosa di Stuart McRobert o di Mike Mentzer, molti si chiederanno sicuramente: “ Ma il Breve, Intenso, Infrequente e Organizzato, (BIIOSystem®) non è tutto il contrario di quello che si è sempre detto e scritto sul bodybuilding?”.

                 DA 13 ANNI IL LIBRO PIU’ VENDUTO IN ITALIA  – 12 RISTAMPE

copertina_new

Sì, è esattamente così. La filosofia di allenamento proposta in questo libro non è solo differente da qualsiasi altro allenenamento “classico” (eccetto forse per l’heavy duty I e II), ma è esattamente l’opposto.  Ma vi posso assicurare che molti testi sull’argomento, anche considerati autorevoli, ce l’ hanno messa tutta per conforderci le idee in modo grossolano.

Passo in rassegna alcune brani estratti da testi scientifici sulla teoria dell’allenamento: Tratto da “IL LIBRO DELLA PREPARAZIONE FISICA” – Beraldo – Polletti (Edizioni Mediterranee-1989)“Il recupero tra gli allenamenti: il parametro di riferimento è sempre il tempo intercorrente tra l’allenamento di uno stesso gruppo muscolare. Per tutte le qualità neuromuscolari è consigliabile effettuare almeno tre allenamenti settimanali (…).

Per la forza in genere possiamo dire che essa diminuisce già dopo 70 ore dall’ultimo allenamento.

Dalla pratica si è constatato che:

  • un allenamento ogni 15 giorni= inizia già il decremento della forza;
  • un allenamento ogni 7 giorni=mantenimento della forza muscolare;
  • due allenamenti ogni 7 giorni= discreto incremento della forza muscolare;
  • tre allenamenti ogni 7 giorni=buon incremento della forza muscolare;
  • quattro allenamenti ogni 7 giorni=ottimo incremento della forza muscolare;
  • 5-6 allenamenti ogni 7 giorni= massimo incremento della forza muscolare (Consigliato nella pesistica)

”Tratto da “EFFETTI DEL DEALLENAMENTO NEGLI ATLETI DI POTENZA”,Hortobàgyi, T. et al.:Med.Sci.Sports Exerc. 1993.“ …un periodo di sospensione dell’attività di 2 settimane causava una riduzione del 12% della forza muscolare misurata con l’ergometro isocinetico durante contrazioni concentriche, e una riduzione del 6,4% delle fibre di tipo II. Non si osservò alcuna variazione della sezione complessiva delle fibre di tipo I.”

Tratto da “ALLENAMENTO SPORTIVO, TEORIA E METODOLOGIA”, V. Platonov, Calzetti-Mariucci1996.

“L’allenamento sportivo attuale impone una grande disponibilità di tempo. L’atleta deve consacragli, quando si trova al livello più alto, da 5 a 7 ore al giorno includendo tutte le attività annesse. Questa durata permette di compiere da 3 a 4 sedute di allenamento al giorno (…). E’ dunque necessario razionalizzare al massimo l’organizzazione della vita di questi individui, in modo che possano, oltre a questa intensa attività, condurre un minimo di vita sociale e soddisfare le loro aspirazioni individuali (quest’ultima frase sinceramente mi sembra una presa in giro! N.D.R.) ”

Senza contare poi tutta la serie di libri scritti da vari campioni planetari di culturismo, i soliti articoli di Muscle & Fitness e Flex e i centinaia di tabelle pubblicate e divulgate dalle varie riviste in tutto il mondo. Ma il mio non è un attacco a questo o a quell’autore, a questa o quella rivista, ma vorrei far comprendere come è stato possibile fare per così tanto tempo queste affermazioni.

Infatti il problema non è la scarsa intelligenza o ignoranza di questi tecnici, ma solo e solamente un fatto di esperienza.

   COME FARE BENE LO SQUAT E LO STACCO PER IL TUOI GLUTEI E POTENZA!DVD/STREAMING A PARTIRE DA SOLE 7, 5 EURO

Cosa voglio dire?  In pratica, chi ha la possibilità di scrivere un articolo o un libro è quasi sempre un allenatore (molte volte ex-agonista) di atleti di alto livello. Quindi per tutta la loro carriera hanno osservato e seguito dei soggetti che sono usciti fuori da una selezione naturale spietata (per maggiori particolari vedere il capitolo del libro completamente dedicato  a questo argomento).

Campioni con caratteristiche esasperate di forza, recupero, e predisposizione mentale e che magari facevano uso e abuso di sostanze dopanti, atleti, è stato calcolato che rappresentano appena l’1% della popolazione mondiale.

Quando ho cominciato ad allenarmi, negli anni ottanta, in palestra trovavo gente che per far crescere le gambe si allenava come Tom Platz, considerato l’uomo dalle cosce più grosse del mondo. In realtà il campione americano non avrebbe mai potuto dirgli come farle crescere, in quanto non era stata solo la sua bravura nell’allenamento ma soprattutto un dono straordinario di madre natura. In realtà bisognava chiedere a Tom Platz come era riuscito a far crescere le braccia, visto che non era certo il suo punto forte e chissà quanto aveva faticato per portarle almeno ad un livello decente. E’ quindi il misurarsi con una difficoltà che permette ad uomo di studiare ed imparare, e non il talento, visto che quest’ultimo ti permette quasi di riposare sugli allori.

Per esempio, ho sentito alcuni tecnici dire di aver preparato il campione italiano, il campione del mondo, il mister Universo, ecc. Ma basta, quando si è ad un certo livello, un tecnico prepara quasi solo atleti di altissima qualificazione, che quindi hanno più o meno tutti gli stessi livelli straordinari di recupero/forza, ed è relativamente facile allenarli. Se poi ti chiedono di scrivere un articolo o un libro è assolutamente normale che tale tecnico riporti le reazioni, i risultati, e le tabelle dei suoi campioni, forse assolutamente reali ma totalmente inutili per tutto il resto delle persone.

DOLORI ALLE SPALLE CRONICI? FALLI PASSARE CON GLI ESERCIZI DEL NOSTRO DVD/STREAMING

 

Quindi in realtà tutte le osservazioni, i dati, le prove e tutto il resto, pubblicate sulle riviste e sui libri dai loro tecnici, sono, molto probabilmente assolutamente… vere, ma praticamente inutili! Ma è proprio questo il problema; le reazioni all’allenamento di questi campioni, non sono in nessun modo, nemmeno lontanamente riportabili a quasi tutto il restante 99% della popolazione mondiale! Solo che per qualche arcano motivo questa cosa non viene messa quasi MAI in evidenza, ed è questa la cosa che ritengo assolutamente sconcertante.

E’ qui che è il vero scandalo, perché quasi nessuno, in decenni di storia dello sport moderno (e dopato) si è sentito in dovere di avvertire di questa situazione. Anche gli scienziati sportivi che eseguono ricerche sull’argomento sono cascati in quest’equivoco.  Prendiamo ad esempio lo studio, sopra riportato, sul deallenamento dei pesisti.
Anche supponendo  che gli atleti sottoposti ai test non fossero dopati, erano comunque dei sollevatori di peso di alta qualificazione, delle persone che erano stati scelti per loro le lore qualità intrisiche sia di forza che di recupero. Atleti che erano magari l% dei soggetti  di quella nazione che avevano provato a fare questo sport, ma che la selezione naturale aveva scremato in modo così deciso e, a volte, anche crudele.

E’ ovvio che tali campioni, dopo 14 giorni, perdano forza in quanto il loro recupero  è straordinariamente breve, come è breve quindi il tempo di supercompensazione e conseguentemente quello di  decompensazione, cioè il tempo in cui cominciano a decadere le prestazioni. Così un atleta o un allenatore legge lo studio, vede che si perde forza dopo due settimane e si allena o fa allenare inutilmente tutti i giorni.

Andiamo a vedere il grafico della supercompensazione di campione, dopo che, per esempio, ha fatto un semplice piramidale 8-6-4.


Quindi riesce a recuperare i soli 5 giorni (cioè riesce a fare più di 8 ripetizioni alla prima serie di 8-6-4), compensa (cioè ritorna allo stadio iniziale dopo 9 giorni) e quindi dopo  14 giorni si trova in uno stato di decompensazione. Questo spiega perché per anni, specialmente negli 80’, si diceva che bisognava allenarsi dopo 72 ore, cioè 4 giorni.

Probabilmente sarà successo che saranno stati presi un gruppo di campioni, che natural recuperavano appunto in 5 giorni, ma che dopati supercompensavano in 4, e saranno stati oggetto di studio di scienziati poco avveduti, che altrettanto incautamente ne hanno pubblicato i risultati. Purtroppo ai quei tempi questa ricerca (ma venne svolta davvero? Non voglio saperlo… ) divenne così famosa che, per darle retta, in quegli anni nessuno riuscì a crescere natural… Incredibile.

Un soggetto medio invece supercompensa dopo 7 giorni, ritorna al compensazione dopo 11 giorni e decompensa (ma non certo del 12% dello studio) dopo 14 giorni.

Adesso andiamo a prendere un altro gruppo di soggetti con un recupero più lento, che supercompensano dopo 9 giorni, ri-compensano dopo 14 giorni, e va in decompensazione dopo 18.

Quindi se quello studio fosse stato svolto su questi due ultimi gruppi che probabilmente rappresenta l’85% dei soggetti, i risultati sarebbero stati completamente diversi.

            STIMOLA LA GENETICA E AUMENTA LA MASSA MUSCOLARE

Non solo, ma se per caso l’intensità dell’allenamento cresce, i tempi si allungano ancora e ci si potrebbe accorgere che 14 giorni potrebbero non bastare per la supercompensazione! Infatti se per esempio aggiungo delle forzate e/o delle negative, od un altro sistema di intensità molto brutale, potrebbe accadere sicuramente un peggioramento della prestazione dopo 14 giorni, ma solo perché si ancora è in fase di recupero! Cioè potrebbe accadere, soprattutto nei soggetti “non campioni”, che ci vogliano anche 18/35 giorni di recupero per l’ottimale supercompensazione.

Tutte questi dati e considerazioni sono stati possibili soltanto lavorando anni e anni con tutti i tipi di atleti, dotati, mediamente dotati, normalmente dotati, scarsamente dotati e, soprattutto non pieni di farmaci. Una situazione che il 90% dei tecnici che scrivono articoli o libri nel bodybuilding non hanno  assolutamente mai avuto; loro hanno visto solo una parte della verità, quella dei campioni che hanno recupero straordinario e magari dopati a raffica, e quindi hanno un costruito un castello di teorie, congetture e sistemi di allenamento validi solamente per quei soggetti.

Dopotutto, chi farebbe scrivere degli articoli o libri di calcio ad un allenatore di terza categoria?  Per comprendere meglio le abissali differenze che esistono tra i campioni e la maggior parte delle persone, osserviamo anche il seguente grafico:

(tratto da “ALLENAMENTO SPORTIVO, TEORIA E METODOLOGIA”, V. Platonov, Calzetti-Mariucci1996.)

Questo grafico illustra le reazioni dell’organismo in atleti di diversi livelli ad un carico della stessa intensità e dello stesso volume. Come si può notare gli atleti di livello nazionale (che nell’ex-unione sovietica erano quelli che partecipavano alle olimpiadi) reagiscono in maniera minore ad dato allenamento e recuperano più presto.

               STIMOLA IL FATTORE mTOR E INIBISCE LA MIOSTATINA

Gli atleti di II° livello (atleti di alto livello ma esclusi dalla rosa della squadra olimpica), reagiscono in maniera maggiore allo stesso carico e hanno un recupero più lento. Infine gli atleti di I° livello (atleti di buona levatura, ma ancora fuori dalla nazionale) reagiscono in maniera ancora più elevata ed hanno un recupero ancora più lento. Praticamente ci sono differenze abissali in fatto reazioni al carico e nel recupero funzionale nell’ambito degli stessi atleti di buona-ottima qualificazione, figuriamoci tra gli olimpionici e la gente normale che frequenta una palestra! Se ancora non siete convinti, guardate quest’altro grafico:

(Tratto da“ALLENAMENTO SPORTIVO, TEORIA E METODOLOGIA”, V. Platonov, Calzetti-Mariucci1996.)

Quando somministro ad un gruppo di atleti un carico limite (cioè quello che induce l’interruzione della sua esecuzione per stanchezza) le reazioni sono sostanzialmente diverse. L’atleta di livello nazionale ha una reazione più intensa (perché egli ha bisogno di utilizzare intensità più elevate per giungere al carico limite) e il recupero più veloce: come al solito…

A questo punto qualcuno di voi penserà che questo libro sia quindi rivolto all’85% delle persone che hanno uno medio-scarso talento genetico e non prende farmaci. Niente di più sbagliato, in quanto l’allenamento breve-intenso ed infrequente è straordinario per tutti, mediocri, medi e campioni, dopati e non dopati, semplicemente perché non è UN metodo di allenamento, ma IL metodo di allenamento. Dato che per principio mi rifiuto di preparare atleti pieni di prodotti proibiti, sappiate che mi telefonano ogni tanto atleti (abbastanza sfacciati, devo dire…) per dirmi che l’accoppiata farmaci/breve-intenso-infrequente è fenomenale, visto che riescono a crescere di più di quanto (con le stesse dosi) si allenavano 4-6 volte a settimana per 3 ore al giorno. Pur non condividendo il loro “esperimento”, in quanto la mia piccola lotta al doping và al di là dei “successi”, questo fatto fa capire l’incredibile equivoco in cui il bodybuilding e tutto lo sport mondiale è caduto.

Un giorno stavo parlando con un’ aspirante sprinter italiano e gli chiedevo come mai da anni, dopo Mennea, Pavoni e Tilli, non ci sono più grandi italiani in questa specialità, nonostante ogni tanto qualche giovane fa dei buoni tempi.Lui mi rispose che quando sei Junior ti alleni 2-3 volte a settimana, e se “disgraziatamente” fai buoni tempi, ti mettono in nazionale e ti fanno allenare tutti i giorni, due volte al giorno e lì crolli definitivamente. Mennea si allenava così, ma il suo straordinario talento genetico e sua incrollabile volontà sopperiva agli sbagli dell’allenamento. In un vecchia intervista Stefano Tilli, per anni il nostro miglior velocista italiano, dichiarò che solo quando provò a iniziato ad allenarsi solo tre volte a settimana (e a 38  anni…) riusci a fare il suo miglior tempo personale.

Questo libro si rivolge essenzialmente ai natural bodybuilder  ma la filosofia che lo avvolge è applicabile alla quasi totalità degli sport di forza (anche a tutti gli altri sport, visto che il BIIOSystem® è applicato anche a calcio, tennis, nazionale di penthatlon moderno e beach volley, ciclismo, ecc. ), anche se probabilmente anche quelli di media e lunga durata soffrono di volumi e di intensità di lavoro semplicemente insopportabili e ingiustificabili. Con il presente testo cercherò di accompagnarvi ad un sistema di allenamento più preciso e, soprattutto, più umano e sopportabile, senza che dobbiate rinunciare al 90% degli amici per andare in palestra…

                                                                                                                                                                                                Claudio Tozzi

Le informazioni contenute in questo articolo hanno fini puramente divulgativi e non intendono in alcun modo sostituire il parere dei professionisti del settore sanitario. Consultate il vostro medico prima di iniziare qualsiasi programma di esercizio o integrazione nutrizionale.Tutti i diritti sono riservati.

Share →

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>