Di Marcello Bari (irosando@gmail.com) -  Personal Trainer BIIOSystem®

 

Questo è il resoconto del mio primo digiuno modificato, con il quale vi tedierò per i prossimi 5/10 minuti.

Chiunque voglia cimentarsi nella lettura, assuma, per favore,  almeno 10 gr di BCAA, perché sto per esaurire tutte le vostre scorte di glicogeno velocemente e non voglio essere accusato di catabolismo aggravato da futili motivi;)

Immagino che molti di voi abbiano già digiunato e conoscano il Muscle Detox (da ora in poi M.D.).

I neofiti possono approfondire l’argomento con i seguenti links:

- Muscle Detox 1 (Claudio Tozzi)

- Muscle Detox 2 (Claudio Tozzi)

- Come aumentare massa muscolare con il….digiuno modificato! (Claudio Tozzi)

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Perché ho deciso di digiunare?

1. Volevo ridurre drasticamente la massa grassa del mio corpo

2. Cerco sempre di sperimentare su me stesso ciò che mi incuriosisce e stimola, per capire se  l’interesse è fondato, per approfondirlo o abbandonarlo.

Alcuni dati personali necessari prima di cominciare:

Ho 35 anni, sono in piena salute (colon irritabile a parte) e sono capace di intendere e di volere.
Composizione corporea (da adipometro):

 

  • massa grassa 17,50%,
  • massa magra 22,50%
  • acqua 60% (ahimè);
  • Metabolismo basale: 1760 Kcal
  • Peso: 78-79 kg (vestito e prima di decidere per il digiuno)
  • Altezza: 180 cm

 

 

Il resoconto è uno strumento che non serve solo a raccontare, descrivere un’esperienza, ma rendere conto a sé stessi e agli altri il valore intrinseco di quanto esperito. A tal fine, deve riportare fedelmente il corso degli eventi, ma soprattutto le emozioni provate: da queste nascono i migliori perché, cui seguono rivelanti risposte.
Riporterò con totale onestà ciò che ho fatto.

Non ho eseguito il M.D. come da manuale, nello specifico:

-        Non sono ricorso ai due giorni di preparazione con graduale riduzione del cibo
-        Non mi sono pesato come indicato

Da tempo volevo provare il M.D., l’idea mi girava intesta, ma avevo alcuni timori:
paura della fame, di non farcela, di perdere troppa massa magra, di non riuscire a continuare la mia vita normalmente (lavoro ecc), di scoprire che sarebbe stato uno sforzo inutile.

E così, una domenica mattina mi sono svegliato e in una frazione di secondo ho deciso di digiunare. Decidere in maniera risoluta, senza pianificazione, mi è servito a smettere di pensare e passare all’azione. Una scelta d’urto.

Descriverò quindi un digiuno eseguito come “agito emotivo”, non pianificato e quindi imperfetto ai fini di una matematica registrazione dei reali cambiamenti fisici, ma funzionale a farmi un’idea della sua utilità personale.

I primi tre giorni sono stati i più impegnativi. Il mio corpo non aveva mai affrontato 5 gg di digiuno consecutivi, al massimo due o tre, ma nel corso di malattie che avevano fisiologicamente azzerato l’appetito senza nessuno sforzo da parte mia.

Non sono un medico, farò ricorso alle mie capacità propriocettive per descrivere al meglio le sensazioni, nella speranza di non darvi impressioni fuorvianti.

 

 

La mente.

IL PRIMO GIORNO ho avvertito una chiara stanchezza mentale. Ho inoltre riscontrato più difficoltà a richiamare le informazioni dalla memoria procedurale, specie nella mia attività lavorativa dove, tastiera alla mano, la routine ti porta a fare le cose in automatico.
Era impegnativo eseguire manualmente ciò che poco prima avveniva automaticamente.

Il corpo mi chiedeva cibo, ma non era la fame il vero problema, bensì il fisiologico calo di energie per chi, come me, è abituato a mettere in bocca qualcosa al primo segnale di fame, e c’era la paura di dover mollare per non mancare ai doveri (lavoro in primis).

L’indomani, ho precauzionalmente preso un giorno di ferie perché volevo stare tranquillo. La mattina, contro ogni mia previsione, ero carico: ho pulito tutta casa, fatto la spesa, ho montato il nuovo tubo doccia e smontato tutti i filtri dei rubinetti che andavano cambiati.
Dopo pranzo, ho sentito il vitale bisogno di dormire.

Solitamente non riesco a dormire nel pomeriggio: anche se il mio corpo è stanco, la mente, perennemente attiva, non me lo consente, al massimo chiudo gli occhi e riposo un po’. Ebbene, questa volta sono crollato in un sonno profondo dal quale non riuscivo a venire fuori.
A fatica, dopo un paio d’ore, mi sono messo in piedi ed ero come rinato: le forze erano tutte li. Stavo bene.

IL TERZO GIORNO sono andato al lavoro. Ero un po’ giù di tono e temevo avrei ceduto alla spossatezza mattutina.

Sono ricorso allora a un ottimo consiglio e ho utilizzato un limone: il succo (e solo il succo) mi ha ridato energia, e la sensazione di avere qualcosa tra i denti ha fatto tacere la mente. Durante il pomeriggio non ho riposato, sono andato al tirocinio e sono tornato a casa alle 21.

Ho cenato. Morpheus  e sono svenuto a letto.

 

Il sonno.

Fino a questo momento, il sonno era stato indispensabile per ritrovare le energie nei momenti di spossatezza. Dopo cena, tardava a volte ad arrivare (specie se avevo dormito nel pomeriggio), ma, una volta assopitomi, era molto profondo. Mi è capitato di svegliarmi una o due ore prima del previsto sentendomi vigile. Ma riuscivo a riaddormentarmi fino alle 7:00.

I chetoni.

Al quarto giorno, mi sono svegliato alla grande. Il mio copro aveva probabilmente cominciato a produrre chetoni e il mio cervello e il resto a nutrirsene. Mi sentivo “normale”: attenzione, energia, presenza fisica e mentale ecc. Mi sono sentito carico fino a sera, addirittura ho avuto difficoltà ad addormentarmi, e ho mandato giù la Morpheus con melatonina. Sentivo di poter arrivare tranquillamente al sesto giorno di digiuno (tranquilli: era solo un delirio di onnipotenza passeggero).

Clicca qui per leggere la seconda parte

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