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QUINTO GIORNO.

E’ ritornata un po’ di spossatezza e il senso di fame. Il mio corpo voleva mangiare. Grazie al limone non è stato difficile resistere, ma di pomeriggio, dopo l’ufficio, sono dovuto tornare a casa per dormire: non ne potevo fare a meno. Stesso sonno profondo, stessa difficoltà di risveglio, stessa sensazione di rinascita dopo. Avevo voglia di mangiare, ma mi sono aiutato con due cucchiaini di miele, e dopo con brodo di verdure e integratori. Ho avuto difficoltà ad addormentarmi. Ho letto fino all’una, poi finalmente mi sono addormentato, per svegliarmi comunque in buono stato.

SESTO GIORNO.

Ero carico come al 4° gg. Avrei potuto digiunare ancora, ma ho deciso di riprendere la nutrizione come previsto, mangiando verso le 10 una mela. Prima di pranzo ne avrei mangiata volentieri un’altra, ma ho resistito. La sera ho cenato, riprendendo rigorosamente la Paleo.

Cardio.

Nel corso del digiuno, ho potuto correre soltanto tre volte: a dire il vero non sarei stato in grado di farlo tutti i giorni, perché l’indomani avvertivo sempre una certa stanchezza alle gambe e la necessità di riposare. Non ho mai corso comunque meno di 30 minuti e rimanendo nell’intervallo di frequenza 140-157 battiti (calcolati con la Ownzone del mio Polar). Il sesto giorno, con la ripresa dell’alimentazione, sono riuscito a correre per 65’ minuti, sempre stessa frequenza.

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A cosa mi è servito il M.D.? Cosa è cambiato? Cosa ho imparato? Sono soddisfatto dell’esperienza?

Volevo ridurre la massa grassa, e ci sono riuscito, anche se non posso essere preciso sulle quantità. Facendo dei calcoli molto approssimativi, tra prima e dopo, il mio peso è diminuito di circa tre kg. Pinzando la pelle con le dita, ho notato una consistenza diversa del grasso sottostante: è minore la quantità ed è più “morbido”, meno granuloso (perdonate le espressioni). Sono più visibili gli addominali e più assottigliati i fianchi. Ho avvertito anche la riduzione del tono muscolare, non sono in grado però di accertare in che misura i muscoli abbiano risentito del digiuno, anche perché inizialmente avevo una notevole ritenzione idrica (60%) e potrei aver perso liquidi. Per questo rifarò la valutazione con adipometro a breve, per capirci meglio.

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Serendipità.

Mettendo da parte il Dimagrimento, sono veramente contento di aver sperimentato il digiuno, perché ho avuto la possibilità di conoscermi meglio, di capire cose di me che altrimenti, forse, non avrei esperito. Parlo del mio rapporto con il cibo, con i messaggi che il mio intestino mi mandava ed io ignoravo da anni, della possibilità di trovare in me energie e risorse altrimenti impensabili, ma soprattutto della possibilità di “cambiare ed educarmi”. Durante il digiuno, ho continuato la mia vita di tutti i giorni. In questo modo mi è stato possibile distinguere chiaramente i momenti in cui avevo “fame” da quelli in cui sarei ricorso al cibo per ovviare allo stress lavorativo, alla noia, all’abitudine di riempire i vuoti della giornata masticando (un po’ come si fa con le sigarette, le gomme da masticare ecc).

Mi sono reso conto del mio approccio al cibo. La differenza è esattamente quella che c’è tra nutrirsi e alimentarsi. Mi alimentavo in maniera vorace. Non mi rendevo conto di mangiare sempre di corsa, ingoiando il cibo senza apprezzarne davvero il sapore, e non saprei nemmeno perché.
Probabilmente scaricavo sul cibo i ritmi frenetici di tutte le altre attività, non utilizzavo il pranzo per staccare e ritrovare un attimo di calma.
Consumavo velocemente i pasti senza raggiungere un senso vero di sazietà (che ti può dare invece una lunga masticazione).

Durante il digiuno, il succhiare fette di limone per ricavarne solo il succo ed evitare di ingoiarne la polpa al fine di ritrovare energie, mi ha permesso di riflettere sulla differenza tra masticare e ingoiare cibo e il significato dei famosi “36 morsi” prima della deglutizione consigliati dai medici, che da piccolo mi facevano sbadigliare al solo pensiero: chi non “sbrocca” dopo il 15mo/20mo atto masticatorio? Ho definitivamente appurato di essere un caffeinomane. Ho avuto tutti i sintomi di astinenza dalla caffeina: mal di testa, malumore, dolore agli occhi, spossatezza.

Sapevo di gradire molto il caffè e di averne in alcuni periodi abusato davvero tanto, al punto da doverlo bere, non per stare sveglio, ma per mantenere il normale stato di veglia. Ora però ho capito quanto dipendessi dalla caffeina e quanto male questa sostanza può fare.

L’intestino si è svuotato totalmente, la pancia si è sgonfiata tornando piatta con una sensazione veramente piacevole.

Perché quando hai la pancia piena d’aria, ti puoi uccidere di crunch inversi, alla barra o come ti pare, ma l’addome non si appiattisce e la delusione è tanta. Il corpo si è disintossicato. La colite è ovviamente migliorata. L’irritazione è diminuita notevolmente specie in prossimità dell’ultimo giorno di digiuno, quando al tatto la pancia era notevolmente trattabile e morbida.

Stavo così bene che avevo paura di riprendere a mangiare e scoprire che tutto sarebbe tornato come prima. Per fortuna le cose non sono andate così.Prima di digiunare, ero in paleo, però ogni tanto mi concedevo qualche strappo alla regola. Ora so perché quegli strappi non vanno fatti.

Sono tornato ad una paleo rigorosa, sto evitando il caffè (con grande fatica), sto cercando di tenere bene a mente le nuove acquisizioni e masticare bene e con calma. Ogni pasto è diventato un momento di relax, in cui mi prendo tutto il tempo che mi occorre, il cibo ha un sapore diverso, la sensazione di riempimento è maggiore, la pancia non si gonfia, la digestione è più agevole e la funzionalità intestinale ha ripreso ottimamente. Ho iniziato a cimentarmi con La preparazione di dolci Paleo per gratificarmi ogni tanto senza avvelenarmi nuovamente. I muffin sono davvero buoni.

Mi è più facile ora controllare lo stress ed evitare di ricorrere al cibo come palliativo. Se mi trovo in giro e non posso mangiare, non divento irritabile e non vado in agitazione.
La memoria dell’esperienza mi da la forza mentale di gestire la fame in maniera diversa, più controllata, e di avere controllo del cibo invece di essere dominato dal cibo stesso (specie dal Junk Food).

Mesi fa, se mi avessero detto: tu scriverai un tale resoconto, avrei probabilmente dubitato con scetticismo. Dipendevo dai carboidrati, dal caffè, ricorrevo a dolci e cioccolata per le mie botte di serotonina e tutto mi sembrava normale. Non mettevo  in discussione il mio comportamento alimentare e, se ci avessi provato, non lo avrei saputo fare come ora.

Mi guardo intorno e vedo come la maggior parte della gente si alimenta, quasi nessuno si “nutre”.
Mangia ciò che capita, quando capita, perché la vita frenetica che conduciamo ci impone questa nuova forma malsana di adattamento ad un ambiente sempre più stressante e patogeno.

Non avevo un’idea personale sul significato di “mangiare”, lo facevo perché è un gesto naturale che si fa quando si ha fame, per sopravvivere. A nessuno normalmente viene in mente di chiedersi: perché respiriamo? E Smette di farlo per darsi una risposta. Feurbach scrisse: “Noi siamo ciò che mangiamo”. Ma il modo di mangiare non è meno importante. Anzi!

Con la consapevolezza acquisita, mi rammarico di non aver pianificato il digiuno come postulato da Claudio;
è sicuramente più efficace ricorrere ai due giorni di preparazione, specie per il primo digiuno (per  eliminarli eventualmente solo dopo aver acquisito una certa esperienza personale a riguardo); è fondamentale pesarsi giornalmente,  parametrando al meglio i cambiamenti e le reazioni del proprio organismo. A chi si sottoponesse per la prima volta al digiuno, consiglierei anche di registrare in un diario giornaliero tutte le proprie sensazioni fisiche e mentali, perché sia più facile alla fine capire quello che l’esperienza ha da insegnare.

Siete ancora svegli?

Per concludere.

Consiglio vivamente il digiuno modificato a tutte le persone sane e consapevoli dei propri mezzi, o a quelle sane seguite da qualcuno che sia consapevole al posto loro e possa monitorarli.  Lo consiglio a chi vuole dimagrire, ma soprattutto a chi vuole imparare a conoscersi meglio e modificare il proprio rapporto con il cibo laddove questo manifesti una qualsiasi anomalia. Se avete anche dei minimi sospetti a riguardo, vi ricordo una citazione del mitico R. De Niro: “quando hai il minimo dubbio, non v’è alcun dubbio”.

Sento di consigliarlo pure a chi, come me, soffre di sindrome del colon irritabile, laddove questa sia stata opportunamente diagnosticata escludendo altre possibili eziologie organiche a carico dell’intestino. Posso testimoniare la quasi totale scomparsa del problema grazie  alla funzione disintossicante del digiuno; alla salutare efficacia della Paleo Diet – senza sgarri che non siano paleo anch’essi; ma soprattutto  all’acquisizione di una nuova condotta alimentare.

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Scegliere i cibi di cui ci nutriamo e il modo di farlo, non può essere un gesto inconsapevole dettato dalla routine quotidiana, dalle mode, dalle multinazionali alimentari, dalla mancanza di tempo.

Dobbiamo ascoltare il proprio corpo per sapere cosa e come mangiare.

Buon digiuno.

 

                    Marcello Bari- Personal Trainer BIIOSystemirosando@gmail.com 

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 Le informazioni contenute in questo articolo hanno fini puramente divulgativi e non intendono in alcun modo sostituire il parere dei professionisti del settore sanitario. Consultate il vostro medico prima di iniziare qualsiasi programma di esercizio o integrazione nutrizionale.Tutti i diritti sono riservati.

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