La Paleo Diet è osteggiata dai nostri bronto-nutrizionisti, lo sappiamo bene, ma in realtà potrebbero essere addirittura la chiave per combattere l’ “epidemia” di obesità e diabete (diabesità) che ormai da decenni stà colpendo soprattutto il mondo occidentale, compreso quello che consuma la cosidetta “dieta mediterranea”.

Questo perché durante i 2.5 milioni di anni di evoluzione umana, prima dell’ avvento dell’ agricoltura, i nostri antenati consumavano frutta, verdure, carne magra e pesce, cioè la cosidetta “Dieta Paleolitica”. Di contro, i cereali, i latticini, lo zucchero raffinato e i grassi non salubri, che attualmente forniscono la maggior parte delle calorie per gli esseri umani moderni, sono stati assunti per relativamente troppo poco tempo per essere “riconosciuti” a livello genetico dal nostro organismo, provocandone quindi un “rifiuto”; da qui le intolleranze/allergie alimentari.

Non a caso latte, cereali e anche i pomodori sono tra i primi posti in classifica degli alimenti meno tollerati tra i 6 miliardi di persone al mondo.

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Ma i molti studi positivi sulla dieta mediterranea (e le frequenti apparizioni televisive…) nascondono tutto questo, anzi nascondevano perché già da qualche anno, cioè nel 2007 (Lindeberg, S., Jönsson, T., Granfeldt, Y., Borgstrand, E., Soffman, J., Sjöström, K., & Ahrén, B.. A Palaeolithic diet improves glucose tolerance more than a Mediterranean-like diet in individuals with ischaemic heart disease – Una dieta paleolitica migliora la tolleranza al glucosio più di una dieta mediterranea in soggetti con cardiopatia ischemica – Diabetologia, 50 (9), 1795-1807 ) è stato finalmente pubblicato il primo studio comparativo tra la dieta mediterranea e la dieta paleolitica.

Tutto è partito quando il gruppo di studio dell’ Università di Lund in Svezia, aveva riscontrato di un assenza quasi totale delle malattie cardiovascolari ed il diabete fra la popolazione tribali di Kitava, le isole di Trobriand, Papuasia Nuova Guinea, in cui l’ alimentazione di tipo agricolo è non disponibile.

Staffan Lindeberg, del reparto di  medicina dell’ università svedese, che sta studiando gli effetti sulla salute della dieta paleolitica da anni, ha quindi confrontato 14 pazienti che hanno adottato l’ alimentazione dei nostri antenati per tre mesi, con 15 pazienti che hanno invece seguito la dieta Mediterranea con cereali interi,  latticini a bassa percentuale di grassi, frutta, verdure ed grassi raffinati, generalmente considerati sani.

Tutti i pazienti avevano un intolleranza al glucosio (cioè i livelli di zuccheri rimangono troppo alti dopo due ore l’ ingestione di carboidrati) e la maggior parte di loro avevano i segnali di un imminente diabete di tipo 2.

Inoltre a tutti era stato diagnosticata una patologia coronarica al cuore. Ai pazienti nel gruppo paleolitico era stato suggerito di  mangiare la carne, il pesce (dieta iperproteica, orrore…), frutta, verdure, radici, frutta secca e  evitare il grano, i latticini ed il sale.

Il risultato principale era che l’aumento dello zucchero nel sangue in risposta all’ assunzione dei carboidrati, era più basso dopo 12 settimane nel gruppo paleolitico (- 26%), mentre è cambiato a malapena nel gruppo mediterraneo (- 7%). Alla conclusione dello studio, tutti i pazienti nel gruppo paleolitico avevano il glucosio ematico normale. La migliorata tolleranza al glucosio nel gruppo paleolitico era indipendente dai cambiamenti nella circonferenza della vita o del peso, anche se la vita è diminuita un po’ di più in quel gruppo.

I ricercatori scandinavi hanno concluso che la perdita di peso e l’ apporto più calorico era responsabile della migliorata manipolazione dei carboidrati della dieta.

La differenza principale fra i gruppi era un apporto molto più basso del grano (pane, pasta e …mandolino) e di latte (che con la balla dell’ “alimento completo” è praticamente intoccabile) e un maggior consumo di frutta nel gruppo paleolitico. Le sostanze derivate dal grano e latticini sono peraltro già state segnalate per interferire con il metabolismo dei carboidrati e del grasso in vari altri studi.

Insomma la ricerca ha concluso che gli alimenti paleolitici che sono stati consumati durante l’ evoluzione umana possono essere la scelta migliore per controllare il diabete di tipo 2.

Staffan Lindeberg, il capo del gruppo di ricerca dell’ Università svedese, ha concluso lo studio affermando: “ Se desiderate impedire o trattare il diabete di tipo 2, può essere più efficiente da evitare alcuni dei nostri alimenti moderni che contare le calorie o i carboidrati”.  Provate quindi a mangiare come il gruppo paleolitico e avrete un fisico asciutto, muscoloso, senza avere problemi digestivi e in salute, senza nemmeno stare a contare le calorie.

                                                                                                                                                                                              Claudio Tozzi

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Le informazioni contenute in questo articolo hanno fini puramente divulgativi e non intendono in alcun modo sostituire il parere dei professionisti del settore sanitario. Consultate il vostro medico prima di iniziare qualsiasi programma di esercizio o integrazione nutrizionale.

Claudio Tozzi

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