di Riccardo Trillini, Allenatore serie A1 di pallamano

 

Il tecnico ci illustra le sue esperienze con il nostro sistema, specialmente riguardo le problematiche della pausa estiva e del rafforzamento muscolare dei giocatori. 

Estate, tempo di relax e di vacanze. Conclusi gli impegni scolastici e lavorativi, le giornate di molte persone sono tese al divertimento ed allo sfruttamento della bella stagione.

Tuttavia giocatori e giocatrici di pallamano non dovrebbero dimenticare d’aver sospeso l’attività agonistica da troppo tempo e di avere ancora tanti giorni “d’ozio” prima di iniziarne un’altra. Molti pensano, sbagliando, che un’attività all’aria aperta come una passeggiata in bici, una corsetta od una partita a tennis consenta loro di mantenere lo status di “atleta”.

Gli atleti dovrebbero sapere benissimo che il periodo transitorio è il periodo d’oro per migliorare le capacità fisiche, soprattutto quelle relative alla forza, e/o per colmare lacune della propria struttura fisica. Credo che l’attività più importante sia l’allenamento con i pesi.

Quando vado in palestra, nei mesi di giugno e luglio, incontro generalmente poche persone: in buona parte sono patiti del fitness e del body building, alcuni sono solo soggetti in sovrappeso che si apprestano alla prova costume, e poi altri ancora sono sportivi nel periodo transitorio. Molti calciatori, pallavolisti e cestisti. E i nostri pallamanisti?

I più motivati praticano quest’attività, ma molti, per diversi motivi, trascurano quest’allenamento pensando che avranno tempo di allenarsi poi con la squadra.

Fortunatamente il nostro movimento è cresciuto culturalmente e si sente parlare sempre meno di concetti superati del tipo “ i pesi rallentano” ecc… E’ anche vero che molti giocatori/trici non hanno una conoscenza approfondita di questa metodica e, quando vanno in palestra, si affidano agli istruttori o si fanno guidare a distanza dai propri allenatori. Chiaramente è giusto farsi consigliare da esperti, ma, ho notato, che spesso la motivazione tende a scemare, anche perché il periodo estivo non aiuta. Le distrazioni per non andare in palestra sono troppe, cosicchè la maggior parte dei programmi di muscolazione falliscono a causa di una pratica incostante.

Vorrei proporre un metodo che funziona molto bene, anche (a volte lo prevede) con la frequenza discontinua in sala pesi. Ho provato diversi sistemi di allenamento per la forza, per la massa ecc, e, tra i tanti, questo mi è sembrato particolarmente adatto a chi ha poco tempo, a chi non è professionista ed in genere a chi non ha una grande abitudine al lavoro con i pesi.

Sicuramente ci saranno metodi migliori, metodi più specifici per la forza o per la massa. Certo, non è immune da critiche da parte di addetti ai lavori e, come spesso accade in questo ambito, fra un po’ di tempo verranno inventati e seguiti altri sistemi d’allenamento.                                                                                                                                                        

Tuttavia l’ho sperimentato ed ho potuto apprezzarne alcune caratteristiche. E’ usato non solo da bodybuilders (seguaci della strada “natural”), ma anche da preparatori di sport di squadra.

copertina_newIl metodo si chiama B.I.I.O., e l’ideatore Claudio Tozzi ce lo presenta nel libro : “La scienza del natural bodybuilding”.
Il nome B.I.I.O. deriva dai suoi principi : B. breve, I. intenso, I. infrequente O. organizzato.
Il concetto di partenza è un po’ troppo filosofico, non mi convince, ma ho potuto constatare, che, comunque, presenta molti punti di forza dai quali noi pallamanisti (non professionisti) possiamo trarne vantaggi.

Gli aspetti positivi del metodo B.I.I.O. sono vari e tutti concorrono a far restare alta la motivazione a frequentare la palestra.

Il diario di allenamento che Tozzi propone, prevede che gli atleti siano “attivi”. Ne consegue che prendere nota dei progressi (anche minimi) e descrivere tutte le sensazioni provate, ecc., fanno “vivere” ( ed accettare) il programma come se fosse PROPRIO ed INDIVIDUALE.

Tozzi combatte la filosofia di altri metodi di rafforzamento basati sulla ricetta, spesso superficiale, del 4×10, ovvero molte schede proposte da istruttori basano il lavoro su serie e ripetizioni spesso uguali. Questo, secondo l’ideatore del metodo, è la causa della mancata crescita, in quanto l’atleta si “concentra” nel portare a termine il lavoro senza “sentire” il peso e la fatica. Presto, insieme alla mancanza di risultati, l’atleta viene sopraffatto dalla noia che lo spinge ad andare al mare.

Altro punto a favore, è la durata molto breve del lavoro: in 45’ si è fuori della palestra. Questo non solo per comodità, ma, soprattutto, perché da tempo gli studiosi hanno scoperto che la durata dell’allenamento con i pesi deve essere breve, per le teorie dell’influenza del Testosterone e del Cortisolo sul lavoro muscolare.

Certo, il fatto che la costanza dell’allenamento non sia elemento fondamentale, fa si che l’atleta non avverta l’assenza in palestra come un “senso di colpa” che, in genere, è il fattore responsabile dell’abbandono dei programmi di potenziamento. La modalità di esecuzione degli esercizi e l’abbinamento degli stessi producono effetti importanti, che non devono essere sottovalutati. Ho l’obbligo di precisare che, per ottenere ottimi risultati, l’impegno durante la seduta deve essere MASSIMO ed INTENSO.

Queste condizioni devono essere rispettate, perché, è ben chiaro a tutti, non c’è crescita senza fatica.. E’ fondamentale un grande coinvolgimento emotivo dell’atleta ed è importante anche che l’allenamento sia svolto con un compagno con cui farsi assistenza vicendevole.

La mancanza di un partner di fiducia può rivelarsi un limite e per questo motivo chi va in palestra non dovrebbe esitare a chiedere assistenza agli istruttori.  Il programma, basato sul Metodo B.I.I.O, prevede una graduale introduzione all’allenamento con i pesi. Chi si appresta ad iniziarlo in questo periodo, potrà verificare che, con l’esperienza, può essere facilmente portato avanti anche nel periodo agonistico.

L’eccellente flessibilità del programma fa si che, con l’aiuto del proprio tecnico, si potranno trovare benefici anche e soprattutto per i giocatori e giocatrici che non hanno molto tempo da dedicare al potenziamento in palestra.

Preciso che questa è una proposta soprattutto per chi vuole lavorare, “da solo” , sullo sviluppo muscolare, sulla forza di base e non sul potenziamento specifico della pallamano. Quest’ultimo deve essere allenato con la squadra e non può, il metodo B.I.I.O, sostituire altre metodiche di sviluppo della potenza alattacida specifica.

                                                                                     

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