Di Fabrizio Liparoti
(diplomato in Trigger Point all’ Istituto Scienze Umane e docente di fisiologia al BIIOSystem Institute)

Questa nuovissima tecnica di origine chiropratica basata sui punti di pressione, permette di risolvere in pochi secondi moltissimi dolori cronici muscolari.

Si basa sulla teoria che i problemi derivano essenzialmente dai noduli che si formano per posture scorrette, allenamento con esercizi sbagliati o movimenti bruschi; quindi lavorando con specifiche manipolazioni a mani nude oppure con con piccoli attrezzi, si riesce a sbloccare i noduli e a risolvere in modo efficace quasi qualunque dolore, anche quelli persistenti da anni.

 

  CORSO TRIGGER POINT – PALERMO – 21 APRILE 2013

Provare per credere!

Oggi molte persone soffrono di problemi articolari, infiammazioni ,rigidità muscolare e così via e noi ci ritroviamo invasi da milioni di fisioterapisti o medici che non fanno altro che collegarci a dei macchinari e sperare che il problema si risolva.Ognuno di voi almeno una volta sarà stato, per un dolore qualsiasi, da un fisioterapista che sicuramente vi avrà consigliato la tecarterapia, la laser terapia o le onde d’urto e magari a fine seduta il problema era rimasto sempre uguale o quasi.

Molte volte usiamo macchinari spaziali “collaudati dalla NASA” e ci dimentichiamo le vecchie e funzionanti tecniche di trattamento che hanno dato e danno grandissimi risultati senza l’utilizzo di grandi tecnologie.Ciò di cui vi sto per parlare non è nulla di tecnologicamente avanzato, anzi, ma a volte le cose più semplici sono quelle più efficaci.

I trigger point sono dei noduli che si trovano nel muscolo e i motivi per cui si possono formare sono svariati, come postura scorretta, allenamento con esercizi sbagliati, movimenti bruschi ecc…Qualsiasi sia la causa, il muscolo colpito rimane in posizione di “ACCENSIONE” o di “CONTRAZIONE”. Questo molte volte può portare a dolore immediato oppure, ancora peggio,  può contrarre il muscolo ospitante e mandare in avaria tutti gli altri. Proprio così, perchè i muscoli lavorano in sinergia.

Ad esempio, supponiamo che per puro caso si formi una contrattura al muscolo quadricipite della gamba destra (che sarebbe il muscolo anteriore della gamba, quello che forma la coscia) e, sempre per puro caso, che noi non ci preoccupiamo di far curare la contrattura che quindi si protrae per tanto tempo. Il quadricipite, rimasto in posizione di contrazione, NON CI FARA’ CAMMINARE BENE e quindi ci costringerà a tenere una postura scorretta degli altri muscoli.

Così facendo anche gli altri muscoli andranno in avaria e si contrarranno  in modo sbagliato, facendo aumentare con il passare del tempo il numero delle contratture muscolari (in questo caso: soleo, plantare, ileopsoas, piriforme, lombari chi più ne a più ne metta).

Volevo evitare di mettervi un po’ di fisiologia per non annoiarvi troppo ma devo proprio farlo,vi prometto che vi dirò giusto l’indispensabile.

In sostanza, un muscolo per contrarsi a bisogno di energia (ATP).

Quest’ energia serve al muscolo per far avvenire la contrazione, per mantenerla e per la decontrazione, ma insieme all’energia il muscolo ha bisogno anche di ossigeno. Quando si forma la contrattura all’interno del muscolo si forma un’ischemia  (una mancanza assoluta o parziale di sangue in un organo) ed in quel punto non riesce ad arrivare più ossigeno.Quindi il muscolo và in avaria (rimane senza ossigeno) e non riesce più a fare avvenire la decontrazione, il cervello cerca di mandare l’impulso al muscolo cercando di farlo decontrarre ma questo non dà ascolto rimanendo in posizione di contrazione.
Il corpo cerca allora di risolvere questo problema aumentando l’afflusso di sangue e aumentando la temperatura in quel punto (infiammazione).

Aumentando la produzione degli agenti infiammatori vengono sensibilizzate le fibre nocicettive producendo DOLORE. A questo punto se il corpo, con tutti questi meccanismi di compensazione,  non riesce a sciogliere la contrattura, il muscolo continua a rimanere in contrazione consumando così ENERGIA.
Va bene, seguo il tuo ragionamento ma dove stai cercando di arrivare? Cari ragazzi, immaginate prima uno, poi due, poi tre e così via muscoli che devono continuamente rimanere in posizione di contrazione quanta energia possano consumare! E oltre a farci sentire pieni di dolori ci daranno anche la sensazione di stanchezza e depressione. Ma sei partito da una piccola contrattura e sei arrivato alla depressione: sei proprio esegerato…

Voglio fare solo un breve accenno di una patologia (della quale sfortunatamente ancora non si è riusciti a trovare una cura) che si chiama FIBROMIALGIA. Molti di voi ne hanno sentito parlare, altri invece non sanno nemmeno di cosa si tratta e molte persone ne sono affette senza nemmeno saperlo.

I sintomi di questa malattia sono dolori su tutto il corpo, forti mal di testa, annebbiamento della vista, depressione, ansia ecc… ma non risulta completamente niente dal punto di vista clinico (gli esami del sangue vanno bene ecc.).

In Italia sfortunatamente tutti i soggetti con questi sintomi (visto che clinicamente stanno bene) sono considerati depressi o con problemi mentali e proprio per questo l’unica cura che gli viene data è fatta di  farmaci antidepressivi. Ma è normale, direte voi, se i medici gli danno questo vuol dire che e’ la cura giusta….
Sfortunatamente non è cosi.

 

                            QUI PUOI TROVARE GLI ATTREZZI TRIGGER POINT

In America a queste persone viene data la pensione di invalidità, quindi  immaginate voi quanto può essere grave questa patologia che in Italia non è nemmeno riconosciuta.
Degli studi approfonditi su persone fibromialgiche hanno scoperto che queste avevano dai 18 a 32 muscoli in cui erano presenti dei trigger point. Adesso ritornate un attimo a ciò che ho spiegato sopra e immaginate che ALMENO 18 muscoli che consumano energia: da qui nasce la depressione e la stanchezza cronica.
OK Fabrizio, allora se e’ cosi dovrebbero darti il nobel hai scoperto la cura…. Sfortunatamente non è cosi semplice.
I trigger point anche se trattati (in persone che soffrono di fibromialgia ) si riformano dopo pochi minuti e non si riesce a capire il perché, ma ho scritto tutto ciò per farvi capire l’importanza e, a volte, la gravità e la cronicità dei trigger point.

Bene (anzi male), ma adesso che abbiamo capito il danno che creano come possiamo trattarli o da chi possiamo andare per farli trattare?

Molti chiropratici, osteopati e anche alcuni fisioterapisti conoscono queste tecniche quindi in casi estremi consiglio di farli trattare da loro essendo molto più esperti e competenti di ognuno di noi (visto che si tratta di manipolazioni).
Se invece siamo in presenza di piccole contratture ,che magari possono nascere con l’allenamento, finalmente dal TEXAS hanno creato un kit di auto-sbloccaggio dei trigger point che possiamo utilizzare per sbloccare queste contratture compiendo dei semplici , ma molto efficaci, movimenti.
In un articolo mi rimane veramente difficile spiegare l’esecuzione di questi esercizi, quindi  vi allego un video dimostrativo così magari potete iniziare a dare un’occhiata e magari vi invito anche ai nostri master per approfondire l’argomento e vedere da vicino di cosa si tratta.
Vi assicuro però una cosa: il Trigger Point è veramente una terapia rivoluzionaria ed efficace!

 

CORSO TRIGGER POINT – PALERMO – 21 APRILE 2013

 

 

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