Per chi ha problemi di insulina e/o cardiovascolari, di solito si consiglia solo l’ attività aerobica, ma in realtà recenti studi dimostrano che i  sovraccarichi possono contrastare in modo decisivo queste due gravi problematiche. Non solo, il lavoro con bilancieri e manubri, abbassa anche l’ omocisteina, un importante fattore di rischio per malattie cardiovascolari, come infarto miocardio e ictus.  

 

Chi ha la sfortuna di soffrire di diabete tipo 2 produce molto più insulina del necessario, ma il suo organismo non reagisce bene perché è troppo resistente all’azione di quell’ormone.

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Conseguentemente, nel flusso sanguigno si innalzano sia livelli di insulina, che quelli del glucosio, diventando la causa numero uno della cosidetta Sindrome Metabolica, caratterizzata da depositi di grasso addominale, colesterolo alto, infiammazioni ai vasi sanguigni, coagulazione del sangue anomala e l’incremento del rischio di attacco di cuore o ictus. Tutto questo porta inevitabilmente ad un invecchiamento precoce.

Il diabete è una malattia sempre più diffusa: attualmente colpisce circa il 3% della popolazione generale e il 10% o più degli anziani, con 4 milioni di morti ogni anno. In Italia si stimano 3 milioni di diabetici, destinati a diventare 5 entro il 2025. Queste cifre sono in aumento in tutto il mondo tanto da far includere il diabete fra le principali priorità sanitarie nazionali e internazionali.

La regolare attività aerobica è un ottimo metodo per migliorare il metabolismo del glucosio e prevenire/controllare il problema, come numerose ricerche confermano. Ma molte persone preferiscono praticare i pesi rispetto all’attività di resistenza.

08E’ quindi possibile combattere la sindrome metabolica anche con il body building/BIIOSystem®?

Un studio del 2005, effettuato dal centro di ricerca sportiva di Pamplona-Navarra (Spagna), ha sopposto dei 9 diabetici di tipo 2 dall’ età media di 66 anni ad un allenamento con i pesi 2 volte a settimana per 4 mesi. Dopo questo periodo sono stati ottenuti questi risultati:

  • La forza massimale delle braccia e delle gambe è incrementata rispettivamente di 17,1 e del 18,2%.
  • Il grasso viscerale (cioè quello situato nella cavità addominale) e quello sottocutaneo (cioè quello distribuito in tutto il corpo) è diminuito rispettivamente del 10,3% e dell’ 11,2%.
  • La sensibilità all’insulina è aumentata del 46,3%
  • Il glucosio nel sangue è diminuito del 7,1%

Infine un altro studio del 2006 dell’ università del Maryland ha tagliato alla testa al toro e ha sottoposto dei diabetici di tipo 2 ad entrambi il lavori, aerobici e anaerobici.

I ricercatori americani hanno concluso, dai dati loro ottenuti, che la corsa e il bodybuilding sono componenti fondamentali per l’esercizio fisico di adulti e anziani, dato che tutti  e due i lavori migliorano notevolmente il metabolismo del glucosio.

Ma il lavoro combinato con i pesi agisce essenzialmente anche su questi tre fattori:

  • Incremento delle calorie utilizzate in quanto la maggiore massa muscolare è metabolicamente più attiva.
  • L’organismo consuma più calorie a riposo rispetto alla sola attività aerobica.
  • Stimolo del sistema nervoso che permette il rilascio delle catacolamine, cioè gli ormoni adrenalina e noradrenalina che incrementano l’utilizzo del grasso addominale.

L’omocisteina e i suoi effetti

L’omocisteina è un’ aminoacido, (cioè un costituente delle proteine) che se troppo alto nel sangue, diventa un importante fattore di rischio per malattie cardiovascolari (infarto miocardio, ictus), e forse anche per la malattia di Alzheimer, come recenti studi hanno confermato.

Un alto tasso di omocisteina nel sangue (oltre il 12% dei valori normali) aumenta di tre volte il rischio di ictus o infarto cardiaco.
L’iperomocisteinemia è pericolosa anche durante in menopausa, perché aumenta i rischi cardiovascolari e facilita ed amplifica anche l’osteoporosi. Il tasso di omocisteina nel sangue aumenta in presenza di una carenza di vitamine come acido folico e vitamina B12 per cui si raccomanda una dieta ricca di questi principi vitaminici specialmente nelle persone anziane.

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Per questo motivo la somministrazione di acido folico diventa indispensabile nelle persone ad alto rischio vascolare.
In gravidanza può esistere un deficiente apporto di acido folico, ciò induce rischio di spina bifida (una malformazione del sistema nervoso dovuta alla mancata chiusura del tubo neurale fin dalle prime settimane del concepimento; nei casi più gravi il midollo spinale fuoriesce dalla colonna vertebrale) e di palatoschisi (una malformazione congenita del palato, che si presenta come una fenditura più o meno estesa della parte anteriore)  nei neonati.

Ma a tutto questo da oggi bisogna aggiungere anche un regolare allenamento con i pesi, a quanto risulta dai dati di uno studio del 2006.

Come ovviare al problema?

Allenarsi con i sovraccarichi.  L’ Università della Virginia (USA) ha sottoposto due gruppi di persone omogenee dall’ eta variante dai 60 ai 72 anni, sia dal peso normale che obesi; un gruppo ha praticato pesi per 6 mesi, mentre l’altro gruppo di controllo è rimasto sedentario.

Alla fine dello studio i livelli omocisteina nel sangue erano più bassi nel gruppo che si era allenato con i sovraccarichi, sia quelli con il peso normale che negli obesi. Non solo, ma i livelli di perossidazione lipidica, un processo che porta a danneggiare le nostre cellule e accellerare l’invecchiamento, erano più bassi nel gruppo che si era allenato con i pesi.
I ricercatori hanno concluso che: “A nostra conoscenza, questi dati sono i primi per indicare che il training con i pesi riduce lo sforzo ossidativo indotto dall’ esercizio e i livelli di omocisteina. Questi dati suggeriscono che i pesi possono permettere una certa protezione contro i fattori di rischio cardiovascolari, anche e soprattutto per i soggetti anziani obesi e non”.

L’omocisteina può essere misurata mediante un test ematico che misura i livelli di questa sostanza prima e dopo l’assunzione di 100 mg/kg di metionina (disciolta in succo d’arancio). Il test è comunemente impiegato per diagnosticare un alterato metabolismo dell’omocisteina nelle persone che sono ad alto rischio di malattia cardiovascolare, ma che hanno di base normali livelli di omocisteina.

Le persone con alterati test da carico di metionina rispondono meglio alla supplementazione con vitamina B6 che alla terapia con acido folico. Generalmente un valore di omocisteina nel sangue inferiore a 13 micromol/L è considerato normale, un livello tra 13 e 60 micromol/L moderatamente elevato, ed un valore compreso tra 60 e 100 micromol/L elevato.

 

                                                                                                                                                                                                                        Claudio Tozzi

 

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Le informazioni contenute in questo articolo hanno fini puramente divulgativi e non intendono in alcun modo sostituire il parere dei professionisti del settore sanitario. Consultate il vostro medico prima di iniziare qualsiasi programma di esercizio o integrazione nutrizionale.
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